3 domande a… Caino e Abele

I miei complimenti, siete stati citati anche da Jerry Scotti nel suo quiz “The Money Drop”. La domanda riguardava su chi, tra voi due, fosse il più vecchio ed i concorrenti, non conoscendo la risposta, hanno perso 125mila Euro (ed io la risposta la sapevo).
Ma ditemi, che lavoro fate?

Abele: io faccio l’allevatore, mi affatico a portar in giro le greggi.

Caino: ma che cazzo dici. “Mi affatico”. Ha ha ha ha. Le pecore pascolano da sole e brucano l’erba, mentre tu te ne stai sdraiato sul prato, contando i fiori e guardando le nuvole cercando di riconoscervi le figure.

Abele: si chiama pareidolia.

State buoni. Caino, dimmi, tu che lavoro fai?

Caino: io coltivo la terra. Prima la devo arare (senza aratro, lo dobbiamo ancora inventare), poi seminare, poi irrorare (senza la canna che tu usi nell’orto), poi si passa al raccolto o alla mietitura. Mi spezzo la schiena tutto il giorno, mentre questo fancazzista porta a spasso gli agnellini.

Abele: il mio lavoro è molto apprezzato da mamma e papà, loro dicono che sono bravo. E poi quando facciamo i sacrifici, i miei sono sempre più apprezzati dei tuoi.

Caino: e ci credo. Tu porti all’altare un agnello, io invece 4 legumi e 2 pannocchie. Vuoi mettere? Tu ottieni il massimo risultato con il minimo sforzo.

Abele: tu sei solo invidioso. Non è che hai offerto al Signore la parte peggiore del raccolto, e per questo Egli abbia preferito le mie offerte?

Caino: assolutamente no, ma dimmi un po’ tu. Sembri sempre l’ultimo venuto al mondo.

Abele: infatti, lo sono. Tu sei mio fratello maggiore, altri fratelli non ne abbiamo, per cui io sono l’ultimo nato. Al mondo, intendo.

Caino: guarda che se non la smetti ti suono come una zampogna.

Abele: cos’è una zampogna?

Caino: lasciamo stare. Ti picchio e basta.

Abele: ed io mi difenderò.

Caino: non puoi. Sta scritto “nessuno tocchi Caino“.

Abele: cioè, fammi capire. Tu mi puoi menare, ed io no.

Caino: appunto.

Abele: ma io corro più forte.

Caino: ed io ho più resistenza.

Abele: ed io lo dico alla mamma.

Caino: ed io…

Stop. Basta litigare. Guardate che lo dico al Preside. Fate la pace.

‘sti ragazzi…

3 domande a… Emilio Fede

Rosso o Nero?

Viva Milan!

Che tipo, mi piace il modo in cui fai finta di non capire. Mi riferivo al gioco d’azzardo, che ti è costato la carriera in Rai e che se non ci fosse stato Silvio ti avrebbe gettato sul lastrico.
A parte poi che si dice “Forza Milan”.
A parte poi che tu, se non sbaglio, eri Juventino. Si può cambiare marito o moglie, ma non fede calcistica, lo sai?

Io ho sempre tifato Milan, dalla nascita. Ricordo benissimo Charles, Boniperti e anche Zoff.

Appunto.
Ma spiegami una cosa: dove hai imparato l’arte di storpiare i nomi? Bello il servizio su “Romano Crodi” con una foto in cui Prodi sembrava uno storpio.
 
Beh, Pippakonekka, quella di storpiare i nomi è un’arte che non si può spiegare, ti esce dal di dentro come la maieutica socratica.

Sei un grande. Anche nel fare le creste: meravigliosa la cresta a Silvio. Più di 1 milione di Euro! Ma quanti numeri avresti dovuto indovinare alla roulette per ottenere una cifra simile? E invece tu, ganzo, apri il rubinetto giusto e prelevi. Alla faccia di Mora! Bravo.

Caro Cicciakonekka, non credere a quello che dicono i giornali comunisti. Io non ho fatto la cresta a nessuno, vivo con la mia pensioncina e …

Dai Emilio… pensioncina. Ma se stavi portando in Svizzera più di 2 milioni di Euro in contanti! Che sagoma. Sei ricco, e hai anche tanta gnocca, diciamocelo tra noi che tanto non ci sente nessuno. Sei un vero mandrillo.

Ma che dici? Io guardo e non tocco, ma d’altronde se una è bella… è bella.

D’altronde hai anche 82 anni, che vai avanti a Viagra? Oppure… non dirmelo: anche tu la papaverina!
Comunque, un’ultima domanda: e adesso?

Farò ancora trasmissioni di approfondimento, puoi starne sicuro.

No, mi sono spiegato male. Visto che sei pluri-indagato per vari motivi (querele, favoreggiamento della prostituzione, verifiche fiscali, cazzi vari) come speri di cavartela? Con un indulto?

Caro Kekkakonekka…

Non sono Kekka, mi spiace. Comunque ho deciso, non voglio più sentire la tua voce. E nemmeno vederti in TV. Ti tolgo la linea come hai fatto anche tu decine di volte con ospiti che ritenevi “ostili” solo perché la pensavano diversamente da te e da Silvio. Magari chiamami quando sarai assolto.
No, la prescrizione non vale.

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Il Milan 1983-84 secondo Emilio Fede: Piotti, Tassotti, Evani, Gerets, Spinosi, Baresi, Icardi, Battistini, Blissett (il grande), Verza, Damiani.

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[Le altre interviste a Claudio Baglioni, Gigi Marzullo, Rita Levi Montalcini, Kim Jong-un, Pitagora, Fabrizio Cicchitto e Napoleone a questo link]

3 domande a… Claudio Baglioni

Abbiamo oggi con noi il cantautore Claudio Baglioni.

Grande Claudio, innovatore della musica italiana, con un repertorio sempre nuovo e sempre attuale.
Non posso, per motivi di spazio, riassumere in poche righe la tua intera discografia, preferirei invece soffermarmi sui tuoi dischi più belli, importanti e di avanguardia.
E’ il 1972 ed esce…

“Questo piccolo grande amore”, un grande album davvero. Ho venduto un milione e mezzo di copie solo in Italia.

Perché l’hai venduto anche all’estero?

Sì, a San Marino.

Bene. Un salto in avanti di qualche anno: siamo nel 1982…

Ed esce “Alè-oò”, il mio primo disco live che ha come punti di forza molti brani tra cui…

Lo dico io: “Questo piccolo grande amore”. Corretto? Ma “Alè-oò” è solo il primo dei tuoi grandi dischi registrati dal vivo. C’è anche “Assolo” del 1986 (che ovviamente ha un grande punto di forza nel brano “Questo piccolo grande amore”), “Ancorassieme” del 1992 (con la canzone “Questo piccolo grande amore” leggermente riarrangiata), “Attori e spettatori” del 1996 (bello nel finale “Questo piccolo grande amore” come penultimo brano), “A-Live” (fantastico triplo CD, con il secondo disco che si chiude con una mirabile “Questo piccolo grande amore”)

Io non tralascerei “Acustico” del 2000, dove “Questo piccolo grande amore” è presentato in forma di medley

Bravo Claudio, me ne stavo quasi dimenticando. Sai con tutte queste canzoni.
Ma non dimentichiamoci nemmeno di “Tutto qui” del 2005, dove spicca la traccia numero 8 dal titolo “Questo piccolo grande amore”, e “Buon viaggio della vita” triplo album dal vivo con la solita menata del medley che include la fantastica “Questo piccolo grande amore”.
Ma il vero colpo da maestro avviene nel 2009. Racconta.

Mah… ho voluto invitare decine di amici cantanti e musicisti per dar vita ad una storia musicale che si stagliasse sullo sfondo di Roma negli anni ’70. Per l’occorrenza i miei brani più famosi sono stati rivisitati, e l’album (doppio) l’ho chiamato “QPGA”

Che non è una parolaccia, ma sta a significare “Questo piccolo grande amore”, brano che tra l’altro compare quasi inatteso nel 2° CD.
Ma non ti sei fermato qui. Hai voluto dare una impronta internazionale alla tua carriera, con un memorabile concerto dato al mitico Royal Albert Hall di Londra.

Certo. Una giornata indimenticabile, che ho fortemente desiderato che si imprimesse nella memoria dei miei fan grazie ad un doppio CD intitolato “Per il mondo. World Tour 2010″…

Che con grande coraggio nel 2° CD, alla posizione n° 10, propone l’indelebile “Questo piccolo grande amore”.
Dimmi se mi sbaglio.

No, no, li mortacci tua, tutto corretto.

Ma non vorrei limitarmi agli album live o da studio, perché esistono innumerevoli raccolte che tentano di riassumere la tua prolifica carriera di musicista. Tra essi “Buon viaggio della vita” (2007), “Todo Baglioni Grandes Exitos” (2005) dove canti in spagnolo una sublime “Pequeño Gran Amor”, “Le canzoni d’amore” (2000), “Gli anni 70” (1997), “Le origini” (1996), “All the best” (1994), “L’album di Claudio Baglioni” (1987), “The best of Claudio Baglioni” (1984), “I grandi successi di Claudio Baglioni” (ancora del 1984), “Superbest” (1980). Tutte queste collection (e molte altre ancora, mica posso elencarle tutte) contengono il tuo capolavoro “Questo piccolo grande amore” che a questo punto, consentimelo, ci ha letteralmente triturato le palle.
Cazzo Claudio, sempre ‘sta canzone? Ma ti pare? Che due coglioni ci hai fatto. Prometti che ora basta, non ce la proponi più, che ti dimenticherai le parole.
Giuramelo!

Quella sua maglietta finaaaaaa….

Stop!

tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto

Basta!

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[Le altre interviste a Gigi Marzullo, Rita Levi Montalcini, Kim Jong-un, Pitagora, Fabrizio Cicchitto e Napoleone a questo link]

3 domande a… Gigi Marzullo

Non so se sia un complimento, ma quando ero a corto di Flunox mi sintonizzavo su “Mezzanotte e dintorni” e prendevo sonno subito.
Poi l’Auditel diceva che c’erano 800mila televisori sintonizzati ma la metà erano addormentati come me, mentre l’altra metà era composta da lobotomizzati. Ma dimmi: ci sei o ci fai?

Le grandi idiozie vengono espresse ad alta voce, mentre le verità della nostra esistenza vengono solo sussurrate.

Cercherò di stare calmo.
Venendo alle tue qualità artistiche: c’è chi dice che esse siano emerse grazie alla tessera DC, ed io umilmente credo sia vero. Solo con una tessera di partito avresti potuto fare carriera.

L’invidia ti corrode il cuore ed il cervello, solo se la spazzi via potrai trovare la strada per la vera conoscenza interiore.

E che sei, Siddharta? Un’ultima domanda: adesso cosa fai di bello?

Si faccia una domanda e si dia una risposta.

Ma fai apposta? La domanda te l’ho appena fatta io. Ripeto: oggi che lavoro fai?

Sono il responsabile della cultura di Rai 1.

Non dirai sul serio? No dai! Davvero? Ha ha ha ha ha… non ci posso credere… ha ha ha ha ha, sei una sagoma.

[Le altre interviste a Rita Levi Montalcini, Kim Jong-un, Pitagora, Fabrizio Cicchitto e Napoleone a questo link]

3 domande a… Rita Levi-Montalcini

Dopo mesi e mesi di tentativi infruttuosi, sono finalmente riuscito ad avere la disponibilità di Rita Levi-Montalcini, premio nobel per la medicina e senatore a vita.

Cara RL-M, tutti vogliono saperlo: la tua parrucchiera è la stessa di Marge Simpson?

Ero giovane e servivo le birre nel saloon, quando vedo entrare quella smorfiosa irlandese di Annie McCarty, con i suoi capelli rosso fuoco lunghi e riccioluti. Non puoi capire l’invidia che provai a veder tutti gli uomini, anche il mio Bill, girarsi a bocca aperta. In quel momento decisi che anch’io avrei avuto una pettinatura da urlo.

Occhei, passiamo a qualcosa di più interessante. Quando hai deciso che saresti diventata studiosa di medicina?

Lo sceriffo aveva messo una taglia su Jeff detto “il balbo” per una evidente difficoltà nell’esprimersi.
Lui e la sua banda ci rubavano il bestiame, ed il alcuni altri villaggi diedero anche fuoco a diverse fattorie. Il mio Bill e i suoi compari (Lou, Jessy e Clint) decisero di catturalo dopo aver avuto una soffiata da Bern “il cieco”, che in realtà faceva finta e ci vedeva benissimo.
Lo scontro fu cruento, i nostri “fantastici quattro” se ne tornarono al ranch feriti ad io mi trovai a curarli. Capii che ero adatta al mestiere e, quando morì Doc, diventai io il medico del villaggio.

Scusa RL-M, ma mi sembra tutto molto strano. Non è che mi stai raccontando delle fregnacce? Vabbé, non importa.
Passiamo all’ultima domanda: sei orgogliosa del titolo di senatore a vita?

In breve tempo divenni un personaggio stimato dall’intero villaggio, e non di rado anche dai villaggi vicini venivano da me a curarsi. Ricordo ancora di quando il Kid, che non si fidava di nessuno, mi chiese di aiutare suo figlio che aveva la febbre da 10 giorni e delirava. Lo curai e ne ebbi eterna riconoscenza.
Così, quando lo sceriffo andò in pensione, il Kid in persona volle che io diventassi la prima donna-sceriffo del west, carica valida “a vita”. Quando compii 100 anni passai tuttavia la mano al mio vice, ma la carica onoraria la terrò per sempre.

E Bill?

Ah, Bill.
No, lui di neuro-biologia non ci ha mai capito un cazzo.

Il tempo è scaduto, complimenti RL-M e grazie di tutto.

[ricordo le precedenti interviste a Kim Jong-un, Pitagora, Cicchitto e Napoleone]

3 domande a… Kim Jong-un

Siamo nel 2012 ed esistono ancora le dittature. Non ti sembra di essere non solo anacronistico ma anche un po’ coglione, Kim?

Io sono la guida del Popolo Coreano, grande Comandante Supremo, la gente mi venera e mi adora. Dov’è il problema?

Dai Kim, a chi la vuoi dare a bere? La Corea Del Nord è uno stato miserabile, esistono ancora i campi di concentramento, il popolo è sottomesso e schiavizzato, i diritti umani non esistono. La gente è obbligata a venerarti, questa è la verità.

Il Popolo Coreano è un popolo libero e felice, mi posso vantare di poter affermare che da noi, unico caso nel mondo, tutte le cure mediche e tutte le terapie sono gratuite, così come gratuiti sono i medicinali. Non come da voi, presi come siete da ticket e interminabili mesi di attesa.

Kim, non sono nato ieri e soprattutto non sono nato a Pyongyang. Da voi la sanità sarà anche gratuita, ma ospedali e cliniche sono carenti di medicine e spesso mancano anche acqua ed elettricità. L’acqua, quand’anche sia presente, non è potabile, i tassi di mortalità alla nascita sono tra i più alti del mondo e l’aspettativa di vita è bassissima, agli ultimi posti delle classifiche mondiali.
Ma ti faccio scegliere: parliamo di qualità della vita? Di libertà di stampa? Di libertà di religione? Della politica economica isolazionista? Del programma nucleare? Anzi no, scelgo io: parlami di Yodok.

La popolazione va educata, non trovi? E quando qualcuno non si identifica con i principi democratici del nostro grande Paese, esso va ri-educato. Lì imparano nuovi mestieri, e trovano nuove motivazioni per la loro esistenza.

Mi pigli per il culo? Sono dei campi di prigionia belli e buoni, le persone sono sottoposte a lavori forzati, molti muoiono di vessazioni o di malnutrizione, altri vengono pubblicamente impiccati o fucilati. Le donne vengono brutalizzate e stuprate. Sono lager.

Fandonie, Kikkakonekka. Vienimi pure a trovare, sarai mio gradito ospite e potrai vedere con i tuoi occhi.

Ciccio, per venire a trovarti devo seguire una burocrazia senza precedenti. Senza contare che, qualora riuscissi ad arrivare fin lì, non capisco perché dovrei essere obbligatoriamente seguito da una guida e soprattutto perché le zone da visitare le scegliate voi. No, dico la verità, non credo che verrò, anche per il rischio di non riuscire poi a tornare a casa. Cosa vuoi, da noi in Italia ci saranno anche dei problemi, ma almeno non ho il coprifuoco serale. Perché invece non vieni tu da noi?

Il Popolo Coreano ha bisogno di essere seguito giorno per giorno, con il mio affetto e le mie scelte sempre finalizzate al bene comune. Io ho l’obbligo morale di starmene qui.

Ecco, bravo, resta pure nella tua reggia, circondato da lacché e osannato da un popolo oppresso. Non sentiremo la tua mancanza.

[Ricordo, per chi se le fosse perse, le precedenti “3 domande a…” rivolte a Napoleone, Cicchitto e Pitagora]

3 domande a… Pitagora

Dopo le prime 2 fantastiche interviste a Napoleone ed a Fabrizio Cicchitto, eccoci al 3° appuntamento con la bella rubrica “3 domande a…”. Oggi è con noi Pitagora.

Nonostante l’immensa stima che ho nei tuo confronti, nutro un dubbio. Cosa cacchio ti fumavi per immaginarti “un quadrato costruito su una ipotenusa“? Dove mai ne hai visto uno?

L’ispirazione mi veniva direttamente dalla magica Tetraktys, che io e tutti i discepoli veneravamo e sopra la quale prestavamo giuramento prima di ogni riunione presso la Scuola Pitagorica.

Capisco. Si trattava di una manciata di sassolini, comunque. Da qui a venerarla ce ne corre.
Però, ora che ci penso, un altro dubbio mi affiora. Sembra infatti che il tuo teorema fosse già ben noto prima della tua nascita, ed in uso per esempio presso i babilonesi. Non è che hai fatto copia/incolla e ti sei preso tutti i meriti?

No, guarda, sono tutte illazioni. Anzi, io il teorema l’ho addirittura approfondito generalizzandolo ai triangoli non rettangoli, spianando la strada ad Euclide ed ai suoi enunciati. Ho inoltre aperto la strada per il successivo “teorema del coseno” ed il più impegnativo “teorema dei seni“.

Mi sembra interessante: parlami del “teorema dei seni”.

In un triangolo qualsiasi, il rapporto tra il lato ed il seno dell’angolo opposto è costante per ogni lato e pari a 2 volte il raggio.

Pensavo ad un’altra cosa.

3 domande a, Pitagora

3 domande a… Fabrizio Cicchitto

Dopo il grande successo dell’intervista a Napoleone, eccoci al secondo appuntamento con un altro big da intervistare. Dopo estenuanti trattative siamo finalmente riusciti ad avere con noi nientepopodimeno che Fabrizio Cicchitto.

Innanzitutto complimenti. In ufficio abbiamo fatto un sondaggio sul politico che avremmo voluto schiaffeggiare per primo, ed hai vinto tu.
E guarda, c’erano importanti competitors: Capezzone, Vendola, Bonaiuti, Schifani, Silvio stesso. Non è una soddisfazione?

E’ il solito network dell’odio, fomentato da “Repubblica” da “L’Espresso” e da Marco Travaglio. Sono vere e proprie aggressioni armate, patrocinate dalle ‘toghe rosse’ che trovano terreno fertile in voi bloggers comunisti.

Scusa, caro il mio Sbirulino, ma qui tra me e te uno solo è comunista, e quello sei tu.
Come fa uno che è stato:
– nella CGIL
– segretario della Federazione Giovanile Socialista Italiana
– membro del PSI
– aderente del marxismo-socialismo
– parlamentare del PSI
– membro della “Alleanza dei Progressisti” guidata da Occhetto
– commissario del PSI in Puglia
– capogruppo socialista al Senato
– fondatore del PSR (Partito Socialista Riformista)
– membro del Partito Socialista – Socialdemocrazia di Gianni De Michelis
– membro della direzione de “L’Avanti”
… a passare in Forza Italia? Spiegami come è possibile che uno che ha sempre avuto idee di sinistra (ti ricordo che ci fu un periodo in cui si parlava di “marxismo-cicchittismo“) possa poi passare, per puro opportunismo, dall’altra parte del fiume, dove vige una corrente di pensiero opposta alla tua. O eri obnubilato prima, oppure adesso sei semplicemente un pagliaccio.

Chi ottiene i voti democraticamente ha diritto di governare, non esiste una maggioranza parlamentare alternativa a quella attuale che possa portare avanti il Paese. O noi, o elezioni.

Ma Cicchì, cazzo, almeno una volta usa il cervello ed esprimiti con parole tue. Come al solito non rispondi alle domande, ma continui ad usare le frasi che Silvio ti impone di dire. Non vedi che non siete più al Governo? Ma un briciolo di dignità non riesci a tirarlo fuori? Mi sembri il corvo Rockfeller!

Pssst! Kikka! Ascoltami che sto parlando a bassa voce in modo che Silvio non senta. Io vorrei tornare a sinistra, ma non so come fare. Puoi mettere una buona parola per me e magari anche per Bondi, che è qui accanto a me e sta piangendo?

Ma dici Sandro Bondi, Socialista, Giovane Comunista, poi nel PCI etc etc? Proprio lui?

Sì, proprio lui.

Va bene, ho la soluzione. Collegati a questo sito e segui le istruzioni.

Ok, grazie, grazie. Non dirlo a nessuno. Grazie ancora.

Di niente.

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3 domande a… Napoleone

Iniziamo oggi una simpatica rubrichetta, a periodicità assolutamente casuale, con la quale invitiamo personaggi più o meno noti a rispondere alle domande che tutti noi vorremmo porre loro. Iniziamo con un “grande” della storia: Napoleone Bonaparte.

Napoleone, sia lei che Sarkozy siete alti poco più di un metro. Anche lei usa le scarpe con il tacco nascosto?

No, io pvefevisco utilizzave copvicapi imponenti, in modo da appavive più alto. Comunque io non sono pev nulla basso, anzi.

Si vabbé. Passando a cose più concrete: lei in Italia ha rubato di tutto, portandosi via opere d’arte di importanza universale. Mai pensato di restituirle? Materazzi ha fatto bene, quella volta…

Lei mi offende. In Italia ce l’avete ancova per la Gioconda. Ma è un dipinto vidicolo, piccolo, sbiadito, e la donna vaffiguvata non è nemmeno un gvanché, se lo faccia dive da uno che di donne se ne intende.

A proposito di donne, caro il mio Napo orso Capo: anche qui ve le siete andate a prendere all’estero. Lei si è pigliato due mogli, una prelevata dall’isola di Martinica e l’altra invece era austriaca. Per non essere da meno Sarkò si è pigliato una mia connazionale.
Tuttavia, mentre Sarkò ha una moglie dal nome “normale“, lei Monsieur Napoleon ha avuto per prima moglie Maria Giuseppina Rosa de Tascher de la Pagerie, ed in seconde nozze si è pigliato nientepopodimeno che Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d’Asburgo-Lorena.
Ma che cazzo di nomi sono?

E Kikkakonekka che nome è? Tva l’altvo mi hanno detto che lei non è molto più alto di me..

Stupidaggini, sono alto 172 centimetri, lei è 155 centimetri, una bella differenza

Mon Dieu, lei mi offende, io sono Napoleone, Impevatove di Fvancia, Genevale d’avmata, Console e Ve d’Italia, io sono il più gvande uomo d’avmi di tutta la Fvancia, io ho conqui…

Vaffanculo

3 domande a, napoleone