Frasi fatte

“Birra + camomilla = notte poco tranquilla”

Ieri sera in pizzeria una gustosa ‘Siciliana’ con capperi ed acciughe annaffiata da una bella birra media. Rossa.
Finita la birra un paio di bicchieri d’acqua.
A casa, prima di dormire, una tazzona di camomilla fumante. Mi piace, ogni tanto, bere la camomilla o una tisana prima di andare a letto.
Non dico che sia per rilassarsi, ma sotto le lenzuola con un libro e la camomilla sul comodino si sta proprio bene.
Poi, di notte, mi sono svegliato 4 volte 4 per fare pipì, facendo anche fatica a riaddormentarmi.
La prossima volta vado a letto con il pappagallo.

Multe da rivedere

Quando leggo questo genere di notizie mi incavolo parecchio.
E’ evidente che alcune persone (non solo Lapo, ma mi vengono in mente la Carlucci, la Moric, il Corona, e moltissimi altri cosiddetti VIP) se ne fregano altamente delle regole della strada.
Cosa vuoi che gliene importi a Lapo di pagare 41 Euro per un divieto di sosta?
Il mio ex-presidente diceva apertamente di non temere l’autovelox, perché per lui è più importante risparmiare tempo piuttosto che pagare una multa per eccesso di velocità. Se ne andava via beatamente in Porsche, e poco importa se ogni tanto gli venivano decurtati alcuni punti dalla patente.
Ecco, secondo me le multe per coloro che infrangono il Codice della Strada andrebbero completamente riviste.
Bisogna penalizzare chi ha sbagliato, non fargli il solletico. Perché non istituire un sistema per cui, se il motivo della multa è sempre il medesimo, alla terza infrazione non si sequestra il veicolo? Per alcuni giorni, mica per sempre. Così almeno queste personcine ci penserebbero un po’ su prima di fare sempre a modo loro fregandosene di tutti.
Oppure collegare la multa al loro 740, ma qui ci sarebbe da ridire perché poi chi evade le tasse avrebbe un beneficio anche dal punto di vista delle contravvenzioni.
Io insisto a dire che il sistema delle multe deve essere punitivo.
Se Lapo prende la multa da 41 Euro, logico che si metta a ridere.
E’ come, in proporzione, se io prendessi una multa da 1 Euro (o anche meno).
Qualche idea?

Per punizione 3 Chupa Chups in meno e niente TV per 2 pomeriggi

Galvan

Ha un cognome italiano (Pennacchioni) è nato in Marocco, ma è un grande scrittore francese.
Sto parlando di Daniel Pennac, di cui possiedo numerosi libri, e che io definisco lo Stefano Benni italiano.
Allo stesso modo Stefano Benni lo definisco il Daniel Pennac italiano.
Non che i temi trattati nelle loro opere siano i medesimi, ma lo stile di scrittura si assomiglia, e ciò che li accomuna maggiormente è il senso dell’ironia, a volte malinconica, che pervade ogni pagina dei loro libri, insieme con una fantasia letterale e narrativa senza eguali.
Se avete un paio di ore libere leggetevi “La lunga notte del dottor Galvan” come ho fatto io ieri, ed immaginatevi visivamente le scene descritte.
Un dottore sognatore alle prese con il peggiore dei malati. Luminari poco illuminati ed equivoci medicali.
Esilarante.

Il gioco delle targhe

Premessa: se leggendo questo post pensate che io soffra di deficit mentale, potreste avere ragione.

“Il gioco delle targhe” [K] copyright Kikkakonekka 2013

Questo gioco lo si fa in automobile quando ci si trova annoiati in mezzo al traffico, si può giocare da soli o in compagnia.
Regole: si guarda la targa dell’autovettura che ci precede, si prendono le 4 lettere che la compongono e le si anagramma (sono ammesse le ripetizioni) per formare la parola di senso compiuto più lunga possibile. Non sono ammessi i verbi declinati, tranne che nella forma ‘infinito’ e ‘participio’ (sia presente che passato). Sono ammessi i nomi propri ed anche i cognomi. Sono valide anche parole straniere.
Dato che nelle targhe italiane non sono presenti le vocali ‘I’ ‘O’ e ‘U’, la lettera ‘J’ vale come ‘J’ e come ‘I’, la lettera ‘X’ vale sia come ‘X’ che come ‘O’, mentre la lettera ‘W’ vale come ‘W’ ma anche come ‘U’.
La targa deve contenere almeno una vocale.
Non si possono usare lettere non presenti nella targa.
Il punteggio si calcola in questo modo: lunghezza della parola creata (se la parola è di 5 lettere > 5 punti) + numero delle lettere della targa utilizzate.
L’uso di tutte e 4 le lettere garantisce 1 punto di bonus.

Esempio 1: targa AR 123 KJ
Parola creata: RARI (la ‘J’ vale come ‘I’)
Punteggio: 4 (la parola ‘rari’ è di 4 lettere) + 3 (abbiamo usato le lettere ‘A’, ‘R’ e ‘J’ della targa) = 7

Esempio 2: targa AT 123 CE
Parola creata: ATTACCATE (il participio passato è ammesso)
Punteggio: 9 (la parola ‘attaccate’ è di 9 lettere) + 4 (abbiamo usato tutte e 4 le lettere della targa) + 1 (bonus di 1 punto proprio perché sono state usate tutte le lettere della targa) = 14

Beh, ecco, non siete obbligati a giocarvi…

Se trovate questa targa… beh… basta leggerla

Musica mistica

Doverosa premessa: non so se riuscirò ad esprimere a parole l’esatta sensazione che provo in certi momenti.

Fatto sta che talvolta, quando mi trovo solo ed ascolto un po’ di musica, io mi trovo a pregare ed a ringraziare Dio.
No, non lo ringrazio per qualcosa in particolare, lo ringrazio e basta. E la cosa stranissima, non è che io stia ascoltando musica da messa cantata, oppure musica classica; no, io sto ascoltando la musica che mi piace, musica dance, elettronica, strumentale, brit-pop.
Fatto sta che io mi immedesimo nella musica stessa, la musica mi solleva l’animo dai pensieri che mi porto dentro, la musica mi fa stare in pace con me stesso e con il mondo, mi rasserena, mi può anche far commuovere.
E ciò può accadere in situazioni molto diverse tra loro: a casa, mentre faccio jogging, mentro guido l’automobile, sempre a patto di essere da solo. La musica ha sempre accompaganto la mia vita, mentre studiavo, quando ero triste, quando sono al computer, quando faccio qualche lavoro domestico. Ma in certi frangenti la musica è come mi prendesse per mano, mi facesse riscoprire la bellezza del mondo, mi baciasse accarezzandomi.
Ed in quei momenti io mi ritrovo a contatto con Dio, e lo ringrazio.

Memory error

Ho avuto per anni un’ottima memoria, a tratti eccezionale, capace di ricordare vecchie squadre di calcio, decennali elenchi di compagni di classe, nomi, fatti e cose sbiaditi dal tempo. Ultimamente, invece, mi sto accorgendo di dimenticare i nomi delle persone, di non ricordare il nome di qualche giocatore di calcio o il titolo di qualche canzone passata, addirittura mi sovvengono dei lapsus ed inizio a farfugliare perché non mi viene un termine per chiudere la frase, classico esempio di “ce l’ho sulla punta della lingua”.
Mi trovo dunque costretto a chiedere al collega un’imbeccata, all’amico o a MDM (Mia Dolce Metà) di aiutarmi nello scovare il nome od il termine adatto. Oppure dico una cosa al posto di un’altra.
Temo di sembrare davvero rincoglionito.
Non che questi imbarazzi avvengano spesso, per carità. Ma avvengono, quando fino a poco tempo fa non avvenivano affatto.
Dovrò farci l’abitudine oppure è solo un periodo di appannamento?

Appiattimento

Dal momento della malattia di mia madre è finita per certi versi la vita di mio padre.
Le continue cure di cui lei necessitava nei primi mesi hanno comportato un brusco cambiamento nella sua vita, ed anche ora che la situazione si è standardizzata (non migliorata, purtroppo) lui non esce praticamente più di casa.
Prima mia padre era attivissimo: milite della Croce Verde, impegnato in parrocchia, il sabato in patronato, e poi l’orto, le passeggiate…
Ora basta, tutto finito. Esce solo per fare la spesa e per andare a messa, nient’altro.
Lui dice di non voler far mancare il suo supporto a mia madre in caso di bisogno, ma lei anche se è molto provata e debilitata non ha bisogno di cure continue, ed anzi è proprio lei che lo invita ad uscire di casa ogni tanto anche solo per prendere un po’ d’aria.
No. Nulla.
Ho anche provato a ‘sgridarlo’ ma lui si è arrabbiato, dicendo che non se la sente di lasciare sua moglie a casa da sola. Nemmeno dicendo che sto io a casa con lei, lui acconsente ad uscire. Dice che uscirebbe per forza e con il continuo pensiero a mia madre, per cui non si godrebbe nemmeno la passeggiata.
Secondo me lui sbaglia in buona fede, perché mia madre ha bisogno di un marito, ma il marito deve essere forte ed in forma, e solo anche distraendosi un po’ si può essere più reattivi in ambito familiare, anche perché mio padre ha quasi 80 anni.
Ora lo lascio fare, perché se lo richiamassi nuovamente rischierei solo un battibecco.
Ma come indurlo a pensare anche un po’ a se stesso?

Ingiustizia salariale

Finché non ti capita di persona non ci pensi, poi ti capita, ci rifletti, e capisci che sei rimasto fregato.
Il rinnovo del Contratto Nazionale del Commercio siglato nel 2011, che interessa sia me che MDM (Mia Dolce Metà), prevede che durante l’anno solare i primi due eventi di malattia vengano regolarmente retribuiti, il 3° evento venga retribuito al 66% nel primi 3 giorni di malattia, il 4° evento al 50%, dal 5° in poi alllo 0%.
Tutto ciò fu deciso al fine di debellare il fenomeno dei falsi malati, che dunque ci avrebbero pensato un po’ su prima di starsene a casa proprio perché sarebbero stati ‘toccati’ nel portafoglio.
I falsi malati.
E dei veri malati non ne vogliamo parlare?
MDM è rimasta ammalata il mese scorso, 3° evento annuale, e la busta paga (già magra di suo) ne è uscita afflitta.
Ma vi sembra giusto che uno sia veramente malato, ed oltre a dover patire lo stato di salute deficitario debba anche rimetterci economicamente? Ma dove sono andati a finire i diritti dei lavoratori? Anni, decine d’anni di conquiste sindacali, vengono poi buttati nel cesso da parte di sindacati (mi riferisco a CISL e UIL) che calano le braghe di fronte al ‘padrone’? Anni di proteste, di scioperi, di lotte, e poi eccoci al ridicolo rivalersi sul lavoratore perché ha avuto il coraggio di ammalarsi.
Continuo a dirlo ed a scriverlo: il rischio d’impresa comprende *sia* il depauperimento delle risorse fisiche (macchinari per esempio), *sia* il depauperimento delle risorse umane (malattia, gravidanza, dimissioni). Per questo il capitale investito merita di produrre guadagno, proprio per l’alea connessa all’operazione imprenditoriale.
Non è giusto, né economicamente, né concettualmente, né umanamente, scaricare sul lavoratore parte di questo rischio, a meno che per pura ipotesi non venga anche il lavoratore ricompensato in parte per l’utile prodotto a fine esercizio. Ma, visto che questo non accadrà mai, allora chiedo ai nostri sindacalisti se non si vergognano di aver accettato, senza neppure controbattere, una proposta così vergognosa che insulta non solo l’intelligenza ma anche la dignità dei lavoratori.
Già gli aumenti salariali non coprono mai (M-A-I) nemmeno l’inflazione, se poi si deve anche rinunciare al salario se ci si ammala…
Senza contare quella miriade di contratti che non garantiscono ai ragazzi una occupazione permanente che possa permetter loro di programmarsi un futuro.
Poi magari faranno i contratti territoriali, poi quelli legati alla produttività, ed in questo modo i ‘padroni’ avranno sempre più il coltello dalla parte del manico ed i lavoratori potranno solo ringraziare di avere un’occupazione.
Così non va assolutamente bene.

Il Grande Gioco Dei Numeri

Adoro la matematica ed i libri che ne trattano anche a livello, diciamo così, ludico. Esistono numerosissimi titoli che parlano infatti  di matematica ricreativa, per cui ben venga che mi abbiano regalato il volume “Il Grande Gioco Dei Numeri” scritto da Federico Peiretti.
Devo tuttavia, nel recensire questo libro, fare il maestro severo, e assegnare ad esso un voto lontano dalla sufficienza.
Badiamo bene: i contenuti sono esatti ed adatti al tema del libro, ma il modo di proporli da parte dell’Autore è assolutamente poco coerente.
Innanzitutto trovo assolutamente poco carino fare continui rimandi asteriscati con i propri precedenti lavori, quasi a voler dire ‘comperate gli altri miei libri’. Anche perché questi continui richiami si riferiscono comunque ad argomenti di cui Peiretti si fa divulgatore, ma di cui non ne è certo l’ideatore.
Poi il tono nella scrittura è un po’ quello di un professore, tant’è vero che alla fine di ogni capitolo ci sono gli esercizi.
Questi esercizi, per quanto molti di essi siano ‘carini’ a livello matematico, ti obbligano a prendere carta e penna (e fin qui ci può anche stare), ma dopo nella maggior parte dei casi viene offerta la loro soluzione, ma non il metodo utilizzato per ottenerla.
Sarebbe stato più opportuno soffermarsi, spiegare, fare degli esempi, a volte anche offrire una soluzione passo-passo, anche perché gli argomenti trattati non sono di semplicissima comprensione, e se si tenta di far interessare alla matematica ricreativa anche un pubblico di persone più ampio, non è che la fredda concisione posso aiutare il loro avvicinamento.
Negativo anche il fatto che gli esercizi proposti, nella maggior parte dei casi, poco o nulla abbiano a che fare con il tema trattato nel capitolo che li precede.
Mi spiace dunque dover dire che ci sono libri ben migliori di questo (citofonare Martin Gardner, per esempio), che a vari livelli possono spalancare le porte della matematica anche ai lettori più diffidenti.

Ritorno al futuro

Mi sono piacevolmente imbattuto in questa pagina, che fa riferimento ad alcune vecchie cartoline illustrate che venivano regalate comperando la cioccolata Hildebrands. Stampate nel 1900, in queste 12 cartoline viene raffigurato idealmente il mondo del 2000, immaginando come la tecnologia e le abitudini umane avrebbero potuto essere nel secolo successivo.
Una veloce disamina:
1) Camminata sull’acqua
Con scarpe/zattera e palloni di gas per alleggerire il proprio peso. Bici acquatica indovinata, con l’uso attuale dei pedalò e di altri natanti che funzionano ad energia umana.
Percentuale di pronostico azzeccato: 30%
2) Pavimento semovente
Assolutamente indovinato, se pensiamo alle scale mobili o ai lunghi tapis-roulan presenti negli aeroporti, anche se l’idea originale era rivolta ai pavimenti stradali.
Percentuale di pronostico azzeccato: 80%
3) Abitazione trainata
L’idea era quella di spostare un intero centro abitato, ovviamente impossibile da fare. Se pensiamo a camper e roulotte, tuttavia, possiamo giungere al concetto di spostamento di abitazione.
Percentuale di pronostico azzeccato: 10%
4) Trasmissione audio/video
Grandi paragnosti, questi della Hildebrands. Televisione e radio compiono perfettamente la trasmissione audio e video all’esterno del teatro, a beneficio di spettatori non presenti in loco.
Percentuale di pronostico azzeccato: 100%
5) Volo umano
Il mito di Icaro vive in tutti noi, anche grazie all’impresa di Felix Baumgartner. Ma il volo umano a forza muscolare rimane solo un sogno.
Percentuale di pronostico azzeccato: 0%
6) Macchina climatica
Bella l’idea di una macchina che possa portare il bel tempo, laddove ci siano nuvole e pioggia. Attualmente siamo fermi ad una operazione inversa, quella della pioggia artificiale.
Percentuale di pronostico azzeccato: 5% di stima
7) Combinazione nave/treno
Per evitare le lungaggini dell’approdo in porto, ecco l’idea di proseguire la traversata marina su strada ferrata attraverso l’uso di appositi binari. Veicolo ibrido progettualmente inattuabile, ma che apre la strada alle auto acquatiche, che sono già una realtà.
Percentuale di pronostico azzeccato: 33%
8) Turismo sottomarino
Esistono già dei sottomarini adatti alle esplorazioni sottomarine, benché destinati a studi scientifici e non al turismo di massa. Solo questione di tempo.
Percentuale di pronostico azzeccato: 90%
9) Città coperte
Coperture troppo grandi e costose per venire realizzate, anche se certi immensi centri commerciali, densi di negozi, con la presenza di piazze e fontane, e con migliaia di persone che bivaccano, esistono già.
Percentuale di pronostico azzeccato: 30%
10) Aerovetture
Credo che sia solo questione di tempo, le prime auto volanti esistono già anche se siamo ancora a livello di prototipo.
Percentuale di pronostico azzeccato: 50%
11) Gite estive ai poli
Una previsione spiacevolmente (quasi) indovinata. Il riscaldamento globale terrestre rende la temperatura polare sempre più elevata: se continua così invece di andare in vacanza a Cortina andremo a visitare le isole Svalbard.
Percentuale di pronostico azzeccato: 30%
12) Sorveglianza a raggi X
La videosoveglianza è ormai una realtà diffusa ovunque, benché in effetti funzioni tramite telecamere e non attraverso raggi X. Previsione concretizzata, anche se con un metodo differente rispetto a quello ipotizzato.
Percentuale di pronostico azzeccato: 99%

E noi, come prevediamo il 2100?
Io lancio la mia idea: automobili senza guidatore, con tragitti programmabili e spostamenti possibili grazie a GSM. Incidenti praticamente azzerati grazie a speciali sensori e distanziatori magnetici.

Altre idee?