Sala Bingo

La visita ospedaliera in ortopedia per togliere il gesso al dito di mio figlio avrebbe potuto essere descritta da Dante Alighieri.
Mentre all’accettazione la fila induceva a pensare ad una attesa tutto sommato sopportabile, quando ci fu detto di spostarci verso le sale di attesa siamo entrati un una sorta di bolgia infernale.
Ci saranno state almeno 60 persone in attesa (tutte per ortopedia), il tutto per 7 ambulatori ma di cui, badate bene, solo 3 operativi.
E, cosa bella, gli ambulatori operativi erano il numero 1, il 2 ed il 7 (in fondo al corridoio) perché metterli tutti vicini pareva brutto.
Dopo lo sbandamento iniziale, ho iniziato a socializzare con altri pazienti in attesa, mentre il figlio se ne stava buono su una sedia gentilmente offerta da un ragazzo. Ebbene, abbiamo potuto scoprire che gli appuntamenti erano tutti fissati a 5 minuti l’uno dall’altro, ma mentre per alcuni questo minutaggio era coerente con il tipo di visita, per moltissimi altri la visita si protraeva anche di 20-30 minuti. D’altronde con gessi, lastre, e problemi vari è logico attendersi che una visita in ortopedia non sia propriamente breve.
Per tagliar corto: mio figlio aveva la visita alle 10:40 (ma noi siamo arrivati prima, verso le 10:00), ed è stato visitato alle 13:20.
Lui è un ragazzino sveglio e paziente, ma vi assicuro che tenerlo seduto e buono per tutto quel tempo è stato un lavoro assai difficile. Abbiamo letto riviste, discusso di calcio, parlato degli argomenti più disparati, ripassato geografia… non sapevo più come intrattenerlo per far passare il tempo.
Tra l’altro, non si aveva la minima idea di quando saremmo stati chiamati, dato che la chiamata era effettuata per numero, ma i numeri NON erano chiamati in ordine.
Ecco dunque che l’ordine dei numeri chiamati poteva essere 7, 45, 32, 98, 15, 66, 69, 12 senza alcuna logica, e così non ci si poteva nemmeno fare un conto alla rovescia mentale per attendere che venisse chiamato il proprio numero. Se non fosse stato per i numeri superiori al 90, sarebbe sembrato di trovarci ad una sala Bingo(*), tant’è che un signore buontempone ad un certo punto tra l’ironia dei tristissimi presenti ha gridato “ambo!”.
Non vi dico quante persone arrabbiate, quanti anziani debilitati, quante maledizioni.
Tra l’altro, incredibile a dirsi, una dottoressa in corridoio ha chiesto ad una infermiera: “Come siamo messi oggi?” per sentirsi rispondere “come al solito”.
Quindi questo caos è la regola, non l’eccezione.
A me hanno insegnato che se un metodo non funziona bisogna cambiarlo; perché in ortopedia si costringono le persone a queste estenuanti attese?
Comunque tutto bene e gesso tolto, l’attesa non è stata infruttuosa.

(*)Anche se io non sono mai entrato in una sala Bingo in vita mia

Sala Bingoultima modifica: 2013-11-26T10:25:00+01:00da kikkakonekka
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